GIUDICHIAMO AVVENIRE PER QUELLO CHE SCRIVE ED ANCHE PER QUELLO CHE HA VOLUTO OMETTERE!

Scrivo contro il chiamato, a torto, “giornale dei vescovi”Avvenire,  sempre per rendere giustizia ad Eluana. Non ci possiamo limitare a condannare solo Pannella e i radicali, che fanno il loro mestiere di aguzzini e di “bravi” al servizio dei “Signori di Mondo”, dei “padroni del vapore” e loro, i neomalthusiani, che per giungere al controllo demografico, hanno ucciso Eluana, “peso morto di rifiuto umano”, “socialmente improduttiva“.  La giustiza per Eluana esige che si parli  anche dei “nostri” giornalisti farisei ipocriti e al soldo di Carlo Casini. Il 6 febbraio u.s.,  verso le ore 20 e 45 chiamo Luca Liverani alla redazione dell’Avvenire di Roma, per dirgli che mi ero legato la binario 2 della stazione ferroviaria di Agropoli  (SA) per costringere Napolitano a firmare il decreto “Salva Eluana” ed intimorire così i massoni al fine di non accanirsi contro Eluana.

Il giorno dopo l’ANSA ed alcuni giornali locali pubblicarono la notizia del mio incatenamento.

Il giorno dopo chiamai anche il padre di Luca, Piergiorgio (ci diamo da anni del tu), amico di Carlo Casini,   per dirgli che, secondo me, era importante far giungere la notizia del mio incatenamento, al fine di salvare Eluana, al dott. De Monte, da me ribattezzato Demente, per fargli capire che non era vero che tutto il Paese era con lui, come voleva fargli credere la giornalista della RAI, Marinella Chirico. Quella stessa, insomma, per intenderci, che ha cercato di ingannarci con la complictà di Peppino Englaro, sulle condizioni fisiche di Eluana, per non farci soffrire ed indignare, tanto stava per essere ucciso un verme! Piergiorgio mi disse che lui ormai non comandava niente! Questa risposta mi fece restare di sasso! Non riuscivo a capire perché non si dovesse pubblicare una notizia che avrebbe anche potuto salvare Eluana, facendo desistere De Monte, considerato dagli Italiani demente, dal continuare  a fare il pazzo. Evidentemente le notizie si danno se servono agli interessi di qualche lobby che comanda nel giornale dei vescovi.

Che “l’incatenamento” fosse una notizia interessante, se n’è subito accorta Concita De Gregorio, che su l’Unità.it del 7 febbraio non ci ha pensato due volte a travisarla e a farla diventare la notiza clou, anche se sembrava buttata là tra le altre,  tra tutte le manifestazioni e sit ing che si erano tenuti in Italia dal Nord al Sud contro il Governo che voleva “stravolgere la Costituzione con il decreto Salva Eluana”!

Eppure i giornalisti killer dell’Avvenire, che non so chi siano (perché ho chiesto al direttore con un telegramma di farmi sapere di che era la responsabilità del mancato inserimento della notizia del mio incatenamento, ma non mi ha risposto) non hanno voluto scrivere che un tizio si era fatto ammanettare e denunciare a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale, procurato allarme ed interuzione di pubblico servizio, pur potendo questa notizia influenzare in modo positivo i boia di Eluana. (Ho tempestato di telefonate e fax il dott. Emanuele Pagani, ma inutilmente! Ed è per questo che scrivo sul sito: con i farisei ipocriti, razza di vipere e sepolcri imbianchati non c’è niente da fare!) E’ vero che eravamo un pò tutti illusi e convinti che il governo avrebbe fatto in tempo a salvare Eluana, ma si sapeva pure che con i radicali non c’è da scherzare! Ed era, quindi, necessario essere prudenti!

Il 5 febbraio ero stato a Roma anche per sapere come si sarebbe mosso il governo e a degli amici avevo detto: è inutile che andiate ad Udine, con i radicali non c’è nulla da fare, essi sono solo scagnozzi e killer al servizio dei massoni. Bisogna intimorire quest’ultimi, se vogliamo salvare Eluana. Era meglio essere prudenti ed organizzare qualcosa subito prima del decreto del Governo. Purtroppo non fui ascoltato. Ed anche i giornalisti malvagi o stupidi (che è poi idem cum patate, dal momento che per Bonoeffer,la stupidità non è mancanza di intelligenza, ma di umanità) de l’Avvenire pensavano di farcela, senza far pubblicità ad uno che considera Carlo Casini, il loro capo, la rovina del mondo, al contrario di Pannella che è solo la disgrazia d’Italia.

L’anno scorso gli stessi giornalisti (non parlo del direttore, perché tutte le volte che ho chiamato l’Avvenire non l’ho mai trovato, chissà chi lo dirige!?) non pubblicarono la notizia dell’arresto per aborti clandestini di colui che accese la miccia della 194 e cioè del dott. Achille Della Ragione, che, se pur scarcerato dopo una 15na di giorni, fu poi condannato dopo un mese definitivamente dalla Cassazione per aborti clandestini: l’accusa era di 4 o 5 aborti, ma lui ne confessò 40.000!  Ebbene il 28 aprile del 1978 l’aspirator veloce Achille su La Stampa, pur affermando che la legalizzazione dell’aborto non gli avrebbe nociuto, lanciò il messaggio: approvate la 194 ed io sono costretto a rinunciare all’altro miliardo che mi sono riproposto di guadagnare con gli aborti! Ne ha fatto poi altri 26.000, ma questo all’Avvenire non interessò. Eppure la Turco due anni fa ringraziò la 194 perché aveva fatto scomparire l’aborto clandestino!  L’Avvenire non diede la notiza e nemmeno Daniele Nardi di Sì alla Vita. C’era implicato, Mario Romanelli, “nemico” della strategia catacombale di Casini, parlavo di me stesso, su consiglio dello stesso Nardi, io Mario Romanelli, il carcerato innocente del 1976 che non denunciò il “cucchaio d’oro del Sud”, Riccardo Monaco, per non far legalizzare la legge sull’aborto.

Ed i giornalisti, miei nemici dell’Avvenire, per non far crescere il mio prestigio, invero molto scarso, nel MpV, hanno ucciso forse Eluana.  Devono pagare, però, di sicuro!

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2 risposte a GIUDICHIAMO AVVENIRE PER QUELLO CHE SCRIVE ED ANCHE PER QUELLO CHE HA VOLUTO OMETTERE!

  1. Savino scrive:

    perchè non ti firmi quando getti fango sulle persone, se lo facessi non parleresti più

  2. mario scrive:

    Caro Savino, apprezzo il tuo amore per l’Avvenire, che è anche il mio giornale, ma sono stato costretto a criticarlo in pubblico, perché ostinatamente si è rifiutato di fornire qualsiasi spiegazione a tutti i miei reiterati tentativi e richieste di chiarimento in merito alla mancata pubblicazione della notizia del mio incatenamento per costringere Napolitano a firmare il decreto “salva Eluana” e a costringere De Monte, adulato dalla condizionatrice televisiva, Marinella Chirico, e soprannominato dall’opinione pubblica Demente, a demordere dalla cinica operazione di eutanasiamento autodeterminato da Diavolosuosso.
    Ho provveduto a chiarire meglio chi è scrive l’articolo e a modificarlo leggermente nella parte che riguarda il nostra caro Carlo CASINI.
    NON CREDO CHE TU, CARO SAVINO, TI SCANDALIZZI PER QUELLO CHE HO DETTO DEI DEMENTI DOTT. DE MONTI E D.SSA CHIRICO, CONDIZIONATRICE MENTALE PUBBLICA.

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