16 maggio 1989 – La lettera su “Il Mattino”, che il “Mattone” di Caltagirone non pubblicherebbe mai!

MA CHI CHEDE DI MORIRE?

Mi riferisco alla trasmissione televisiva “La macchina della verità”,  dedicata all’eutanasia, ed in particolare alla testimonianza dell’attrice Sandra Milo sugli ultimi giorni della madre, ammalata di cancro. La Milo più che raccontare la morte della madre ha preferito recitarla con tanto di musica di sottofondo, giochi di luci e primi piani. A me è sembrato che il conduttore della trasmissione, Giancarlo Santalmassi, mettendo per ultimo l’intervento della Milo, abbia avuto l’intenzione di banalizzare e di distruggere le tante testimonianze attendibili precedentemente ascoltate, anche di medici molto stimati, i quali hanno afffermato che durante tutti gli anni dell’esercizio della loro professione, non hanno mai avuto la richiesta di essere uccisi da parte di ammalati terminali.
La Milo, prima di iniziare la sua recita, si è permessa addirittura di chiamarli bugiardi. Onestà avrebbe voluto che si fosse parlato con maggior rispetto e sensibilità degli uomini che stanno per morire di quanta non ne abbiano dimostrata Santalmassi e la Milo.
Io credo che quelli che stanno per morire, proprio perché si trovano in uno stadio della loro vita, in cui sono più deboli e inermi, hanno maggiormente bisogno della nostra solidarietà, di essere riconosciuti ed amati come uomini, di sentirsi dire da noi che valgono ancora moltissimo e che non possono assolutamente essere uccisi: se si accetta il principio che vi sono uomini non degni di vivere, saranno davvero in molti a morire. Il nazismo insegna. In Francia hanno presentato già una legge per “eutanasiare” i bambini handicapati appena nati; un giorno si potrebbe presentare un’analoga proposta per i malati di mente, i barboni, i tossicodipendenti, ecc.
Ed è in questo clima di poco rispetto per l’intangibilità e la sacralità della vita umana, messa in discussione dall’eutanasia, anche se non solo da essa, che è maturato l’eccidio dei vecchietti di Vienna.
Mario Romanelli
Laurito (Sa)

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