L’UNFPA batte cassa per contraccettivi e aborti per limitare i cambiamenti climatici. Come volevasi dimostrare.

Se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi sullo stretto legame che unisce ideologia verde catastrofista al perseguimento di politiche di controllo e di riduzione delle nascite, li ha visti svanire leggendo l’ultimo rapporto annuale dell’Unfpa (United Nation Population Fund, l’ufficio delle Nazioni Unite per la popolazione).

Nel rapporto annuale sullo stato della popolazione mondiale, presentato il 18 novembre, l’Unfpa non fa mistero  dei suoi obiettivi e presenta come unica soluzione per impedire i cambiamenti climatici che si starebbero verificando a causa delle emissioni di  anidride carbonica prodotta dall’uomo, quella di ridurre la nascite e la le famiglie, diffondere massicciamente ed in maniera capillare aborto e contraccettivi di tutti i tipi, limitare la crescita e l’espansione dell’umanità.

Nel rapporto intitolato “Di fronte ad un mondo che cambia: le donne, la popolazione, il clima” si afferma che la minaccia più grande al futuro del mondo sono i cambiamenti climatici e che per fermarli l’unica soluzione è quella dell’accesso universale alla “salute riproduttiva da parte di tutte le donne del mondo”, in modo da ridurre la fertilità e così  “ridurre le emissioni di gas serra nel lungo periodo”.

L’Unfpa invita tutte le nazioni del mondo a “finanziare integralmente i servizi di pianificazione familiare e forniture di contraccettivi”:

Nella realtà dei fatti il rapporto dell’Unfpa risulta doppiamente ingannevole, perché, nonostante la propaganda imperante, non è affatto dimostrato che le variazioni climatiche dipendano dalle attività umane e secondariamente perché la riduzione della popolazione, oltre a violare il diritto fondamentale alla vita, genera disastri, limitando lo sviluppo ed il progresso dei popoli.

Sulla solidità scientifica della teoria del Riscaldamento globale pesa o scandalo che ha coinvolto il CLIMATIC RESEARCH UNIT, una delle fonti finora più accreditate, da cui sia l’Ippc che tutti i sostenitori del Global Warming prendevano indicazioni.

E’ risultato infatti che gli esperti del Climatic research unit manipolavano i dati al fine di dimostrare la natura antropica dei cambiamenti climatici ed i suoi eventuali effetti catastrofici, inoltre facevano pressioni sulle riviste scientifiche perché non venissero pubblicati saggi e articoli con ipotesi opposte.

Lo scandalo è così grande che si aprla già di “Climagate” e l’Università di Glasgow East Anglia, dove sono stati pubblicati alcuni dei messaggi e-mail dove si spiega come manipolare i dati, ha nominato l’ex rettore, sir Muir Russell, a capo di una commissione di inchiesta.

In conseguenza dello scandalo, Al Gore, il quale ha illustrato il documentario “An inconvenient truht” sui dati del Climatic research unit, ha dovuto annullare le conferenze che avrebe dovuto tenere per presentare il suo nuovo libro “Our choice” in occasione del summit di Copenhagen.

In merito al Rapporto dell’agenzia ONU sul popolazione, Peter C. Smith della International Right to life federation americana ha rilevato come le agenzie come l’Unfp abbiano sempre bisogno di una “catastrofe incombente”  per garantirsi il finanziamento delle loro attività.

“Il vero rischio catastrofe – ha osservato Smith – è l’inverno demografico che colpisce i Paesi sviluppati e che si sta diffondendo anche in quelli in via di sviluppo”.

Gli esponenti pro vita statunitensi hanno visto con preoccupazione anche le dichiarazioni favorevole al rapporto dell’Unfpa di John Holdren.

Holdren è il consigliere scientifico del presidente Barak Obama, direttore dell’Ufficio della Casa Bianca per le politiche di scienza e tecnologia.

Già negli ani settanta John Holdren si fece notare per alcuni scritti in cui proponeva misure di aborto e sterilizzazione forzata. I pro life americani sono anche preoccupati per il ruolo che l’Unfpa ha avuto nei programmi coercitivi del figlio unico in Cina. A causa di questo coinvolgimento il Dipartimento di Stato Usa sospese i finanziamenti all’Unfpa. Ma nel marzo del 2009 il presidente Barak Obama  ha disposto di fornire 50 milioni di dollari per l’Unfpa, nonostante le preoccupazioni circa il coinvolgimento con programmi di riduzione delle nascite con il governo cinese.

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1 risposta a L’UNFPA batte cassa per contraccettivi e aborti per limitare i cambiamenti climatici. Come volevasi dimostrare.

  1. Ganavion scrive:

    La commissione di Muir Russel, come quella di Oxbourgh e quella della Università di Pennsylvania a me sembrano commissioni delle tre scimmiette, “non vedo, non leggo, non ascolto….insabbio solo e dichiaro la limpida onestà senza aver voluto controllare niente”
    Sono troppo maligno ?
    Leggete i report di quelle commissioni e poi se ne può parlare

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